La Nona Edizione del Premio Poggio Bustone

Si è svolta l’8 settembre 2013 ai Giardini di Marzo di Poggio Bustone la finale del Premio Poggio Bustone. I concorrenti hanno superato una selezione svolta in varie tappe culminate con una serie di prove ai Forward Studios di Grottaferrata. Quella a cui abbiamo partecipato (tra i giurati) è la nona edizione del festival che si propone di selezionare e promuovere giovani talenti della musica italiana.

La location è intrigante, un parco in prossimità del borgo medievale piacevole da attraversare e ricco di storia e storie da raccontare. Quella di Lucio Battisti su tutte ma, per questa volta, preferiamo dirigere le nostre attenzioni ai concorrenti. Alla finale sono arrivati in otto.

Antonio Fiabane che presentava la canzone Fate Vobis da Belluno, Barbara Monte con Il velo di Maya da Alessandria, Deja con Lenzuolata da Gorizia, Enrico Zambelli con Il gregge da Genova, Joe Santo con Nei pensieri miei da Milano, Nancy Pepe con Libera da Bari, Simone Cocciglia con Enti serpenti da L’Aquila e Stefano Testasecca con Angelo di Dio da Martinsicuro (TE).

L’esibizione prevedeva l’esecuzione di due pezzi, uno originale e una cover tratta dal repertorio del Lucio nazionale.

I premi in palio interessanti. Al primo classificato una sessione di lavoro ai Forward Studios, al secondo un supporto semestrale alla promozione da parte di 4Arts Spettacolo e Lavoro e al terzo un buono acquisto di 300€ messo a disposizione dal negozio Musicisti di Rieti. La giuria, presieduta da Vincenzo Incenzo era composta da Francesco Rinaldi, Marco Testoni, Marzia Apice, Massimo Rossi ed Emiliano Girolami.

L’evento è stato ottimamente organizzato dalla Associazione Musicale Poggio Bustone e presentato da Maria Luisa Lafiandra.

Ascoltare nuovi talenti è sempre interessante, sette di loro erano autori e questo aumentava la curiosità del pubblico e della giuria. Tre, forse quattro, performance sono state di ottimo livello per originalità, capacità tecniche e voglia di emozionare. Il primo premio è andato al duo Deja, grande voce (Serena Finatti) e uso sapiente del loop sampler accompagnata da una chitarra acustica ben suonata (Andrea Varnier) e mai scontata. Arrangiamento semplice e al tempo stesso raffinato in grado di allontanarsi con classe dal già sentito. Parleremo di loro su Chitarre appena possibile. Seconda piazza occupata da Simone Cocciglia. Simpatico, sfrontato e in grado di coinvolgere il pubblico sin dalle prime note. Un intrattenitore nato con buone doti vocali e un senso dello spettacolo che lo rende padrone del palco. Terzo premio a Barbara Monte. Voce e violino di grande qualità (anche in questo caso accompagnati da una chitarra acustica). Piglio e voglia di emergere che traspare dalle note e dalla evidente padronanza della scena. Non a caso Barbara ha ricevuto anche il Premio alla personalità artistica emergente assegnato dalla Fondazione Varrone.

Fuori dal podio citiamo Nancy Pepe che ci ha dato buone emozioni con una proposta forse più in linea con lo stile classico del pop italiano ma comunque ricca di spunti interessanti.

L’atmosfera che si percepiva era quasi familiare e il senso di competizione sicuramente in secondo piano. Forse la vera protagonista era la musica e, in periodi di talent show, non ci sembra poco.